Oltre 60 feriti tra le forze dell'ordine, caos e auto bruciate. Ecco il bilancio della caccia all'agente dopo la manifestazione Pd

Scritto il 21/07/2026
da Alessandra Corradi

La notte di guerriglia ha lasciato dietro di sé una lunga scia di distruzione. Nella telefonata al 112 un testimone riferisce che il marocchino urlava che lo volevano ammazzare. Il legale degli agenti: "Sono sconvolti"

Macchine del Comune bruciate, gazebo divelti e usati come scudo, tavolini e sedie dei bar lanciati contro gli agenti. E ancora, bombe carta, cantieri saccheggiati per prendere sassi, segnali stradali eradicati e usati come giavellotti, bottiglie di vetro varie scagliate a tutta velocità, per un bilancio che parla da solo: 56 feriti tra le forze dell’ordine, secondo i dati forniti dal sindacato di polizia Coisp, negli scontri di Bologna per la morte di Abderrahim Fakir. Il bilancio è di 64 agenti feriti, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione. L'avvocato Gabriele Bordoni, legale dei poliziotti, ha sottolineato: "Mi hanno raccontato quello che è stato il modo di operare in questa situazione e mi hanno rappresentato, attraverso i loro occhi, il dolore per la tragedia alla quale hanno presenziato: la morte di un uomo". Ancora: "Ovviamente sono due ragazzi molto giovani e sensibili e la morte di una persona è qualcosa che ti lascia ovviamente sconvolto. E tali sono", aggiunge il legale.

I sindacati di Polizia

"Non è un dettaglio che la stessa Procura della Repubblica abbia precisato pubblicamente come il contesto nel quale si è svolto l'intervento di polizia fosse ben più ampio rispetto alle immagini diffuse nelle ore successive ai fatti. Un chiarimento che avrebbe dovuto indurre tutti, e in primo luogo chi ricopre responsabilità istituzionali, alla prudenza. Quando la Procura invita ad attendere l'esito degli accertamenti perché il quadro dei fatti è più ampio di quanto appaia dai filmati circolati, la prima forma di rispetto verso la famiglia, verso gli operatori coinvolti e verso la stessa magistratura consiste nell'evitare iniziative che possano essere percepite come un processo pubblico anticipato”, ha sottolineato Enzo Letizia, segretario dell'associazione nazionale funzionari di polizia. Nei prossimi giorni arriverà anche il bilancio dei danni alla città, sicuramente ingenti. Letizia ha voluto ricordare che le indagini sono ancora in corso e che sono ancora molti gli aspetti da chiarire di questa vicenda nonostante a sinistra abbiano già stabilito colpe e responsabilità. “Peggio di quella che è apparsa come una ‘chiamata’ alle armi del sindaco di Bologna c’è stato, ieri, il fatto di dover mandare i poliziotti in piazza a fare da bersaglio ai soliti e ben noti criminali che aspettano l’occasione per fare violenza contro il personale in divisa e devastare tutto. Un’occasione che Lepore gli ha fornito con grande sollecitudine su un piatto d’argento sfruttando, con incredibile irresponsabilità, l’onda emotiva scatenata dall’episodio drammatico della morte di Fakir, su cui ancora si è appena iniziato a fare chiarezza”, ha dichiarato Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, sottolineando che “una decina di questi gentiluomini sono stati fermati finora ma siamo certi che presto potranno tornare a casa con un premio o un encomio per le loro gesta eroiche perché, oggi come oggi, aggredire la polizia non solo non è più un comportamento da impedire o da punire ma un vanto per chi lo fa”.

La reazione della politica

Anche la politica chiede ora che il sindaco si assuma le sue responsabilità e da Bologna chiedono che Lepore rassegni le dimissioni. “Avevamo previsto che la chiamata di Lepore alla mobilitazione della piazza avrebbe rappresentato un grave rischio per l'ordine pubblico di Bologna. I violenti disordini che hanno devastato il centro di Bologna, con aggressioni alle Forze dell'Ordine, a cui va la nostra piena solidarietà e vicinanza, sono di una gravità inaudita e hanno una responsabilità politica evidente del sindaco Matteo Lepore, che si è esposto pubblicamente a convocare un presidio in un momento di massima tensione. Una responsabilità politica che ha portato a conseguenze gravissime per l’ordine pubblico e la sicurezza dei bolognesi. Per queste ragioni chiediamo che il Sindaco Lepore rassegni immediatamente le dimissioni da sindaco di Bologna e della Città metropolitana. La città non può essere guidata da chi non è in grado di garantire sicurezza, rispetto delle istituzioni e coesione sociale”, ha dichiarato Marta Evangelisti capogruppo Fratelli d'Italia in Regione Emilia-Romagna. La vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Augusta Montaruli ha sottolineato che “il sindaco Pd Lepore, a Bologna, ha convocato una piazza nel migliore dei casi senza rendersi conto dei rischi ed esponendo le istituzioni e gli agenti a violenze come quelle sotto gli occhi di tutti. Lui e il suo partito sono incapaci e irresponsabili manifesti. Peraltro, come dimostra anche la piazza di Torino, si è accesa una miccia non soltanto a Bologna, ma in tutta Italia dando in pasto agli estremisti, soprattutto dei centri sociali, una strumentalizzazione inaccettabile. Tra chi incendia le nostre città e chi le difende noi sappiamo da che parte stare e non è quella di Lepore, del pd, dei collettivi”.