La lotta alle truffe informatiche non può basarsi soltanto sull'inasprimento delle pene. La vera sfida è investire nella prevenzione, nell'alfabetizzazione digitale e nella cybersicurezza per proteggere cittadini, imprese e pubblica amministrazione. È quanto emerso nel corso del Cnpr Forum 'Truffe informatiche: quanto siamo protetti?', promosso dalla Cassa di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha riunito parlamentari di maggioranza e opposizione.
Ad aprire il confronto è stato Giulio Centemero (Lega): «La tecnologia evolve a un ritmo sempre più rapido e stare al passo rappresenta una sfida costante», ha spiegato, ricordando come il Decreto Crescita del 2018 abbia introdotto l'oscuramento dei siti che promuovono investimenti abusivi, senza le opportune autorizzazioni, e come l'educazione finanziaria sia stata inserita nelle scuole». Per Centemero, però, «occorre estendere la formazione a tutta la popolazione, investendo nell'inclusione digitale e valorizzando anche il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nella diffusione di contenuti dedicati alla prevenzione. Il Registro pubblico delle opposizioni - ha aggiunto - rappresenta un buon punto di partenza, ma è necessario rafforzare ulteriormente la tutela dei consumatori».
Secondo Pino Bicchielli (Forza Italia) «la cybersecurity rappresenta ormai una priorità strategica. Gli interventi normativi approvati in questa legislatura hanno rafforzato la difesa dagli attacchi informatici, ma resta essenziale diffondere una vera cultura della sicurezza digitale».
Bicchielli ha richiamato l'attenzione sul settore sanitario, tra i più esposti ai cyberattacchi, e sulla recente norma che tutela maggiormente le persone vulnerabili, ricordando che «la sicurezza informatica nasce innanzitutto dalla conoscenza degli strumenti digitali».
Sul divario tra pubblico e privato si è soffermata Carmela Auriemma (M5s): «L'Italia dispone già di strumenti come il Garante della Privacy e l'Agcom, ma si interviene troppo spesso quando il danno è ormai avvenuto. Il settore privato ha evidenziato - investe molto nella cybersecurity, mentre la pubblica amministrazione fatica a tenere il passo. È indispensabile investire nella cybersecurity degli enti pubblici, ma anche nell'alfabetizzazione digitale dei cittadini, soprattutto delle persone più fragili, che sono le principali vittime di questi raggiri. Fondamentale, inoltre, una cooperazione internazionale per contrastare le truffe organizzate attraverso call center che operano dall'estero».
Sulla tutela dei cittadini si è concentrato infine l'intervento di Francesca Ghirra (Avs), Secondo Ghirra, se gli istituti bancari hanno rafforzato i sistemi di sicurezza, i cittadini, soprattutto gli anziani, restano i soggetti più vulnerabili. Da qui la necessità di investire nella prevenzione e nell'alfabetizzazione digitale, ma anche di introdurre regole più efficaci contro il telemarketing aggressivo. In Parlamento, ha ricordato, sono all'esame proposte di legge sui call center per garantire maggiori tutele agli utenti e ai lavoratori del settore.
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: di fronte a truffe sempre più sofisticate, la risposta non può essere soltanto repressiva. Servono investimenti strutturali nella cultura digitale, nella cybersecurity e nella collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini, affinché la prevenzione diventi il principale strumento di difesa.

