Vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sui principali dossier economici del governo. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi per fare il punto sull’azione dell’esecutivo e in particolare sulle nuove possibilità di spesa aperte dal confronto con Bruxelles.
Riflettori accesi sull’estensione della National Escape Clause, la clausola di salvaguardia prevista dalle regole europee, anche agli investimenti nel settore energetico. Una possibilità ottenuta proprio grazie all’iniziativa portata avanti dal governo italiano in sede europea.
La novità potrebbe consentire all’Italia di utilizzare margini di bilancio più ampi per finanziare interventi contro il caro energia, concentrando nel prossimo biennio una maggiore capacità di spesa. Una scelta considerata strategica dalla maggioranza, soprattutto in una fase in cui il costo dell’energia continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione per famiglie e imprese. Nel corso dell’incontro, riferisce la nota diffusa dalla presidenza del Consiglio, “è emersa piena condivisione sull’ipotesi di accedere alla maggiore flessibilità consentita dalle regole europee e di concentrare nel prossimo biennio la maggiore capacità di spesa per il contrasto al caro energia”.
L’intesa politica tra i leader della coalizione è confermata ancora una volta: il governo punta a sfruttare gli spazi concessi dall’Unione europea, ma senza accelerazioni che possano scavalcare il Parlamento. Palazzo Chigi ha infatti precisato che ogni eventuale decisione riguardante l’utilizzo della clausola per le spese in materia di difesa, sicurezza ed energia seguirà “il pieno rispetto delle prerogative del Parlamento e sarà sottoposta al previsto iter di approvazione”, si legge ancora nella nota diffusa.
La maggioranza prova così a fissare una linea comune su uno dei temi più delicati dei prossimi mesi: utilizzare la flessibilità europea per sostenere il sistema produttivo e attenuare l’impatto delle bollette, mantenendo allo stesso tempo il controllo sui conti pubblici e garantendo il coinvolgimento delle Camere.