La bufala parte da un blog "bicotterai" che già dal titolo è chiaro che abbia come unico obiettivo quello di "bonificare" la Rai. Ma un conto è bonificare, nel senso di liberare il servizio pubblico dai cattivi, un altro conto è spargere veleno e menzogne. Ancora più grave (ma a tratti scontato) se a fargli eco sono Repubblica, Il Fatto quotidiano e a ruota Pd e M5S. Eccolo dunque servito sul tavolo il nuovo pretestuoso attacco nei confronti del direttore del Giornale Tommaso Cerno nonché conduttore della striscia quotidiana su RaiDue dal titolo "2 di picche".
"La Rai assume Giada Balloch, figlia di Stefano, consigliere di Fratelli d'Italia in Friuli e marito di Tommaso Cerno come social media manager", recita il post. Apriti cielo. Repubblica e il Fatto si fiondano sulla notizia per scrivere una nuova puntata della saga "attacco a Cerno".
Infatti, il direttore del Giornale dopo gli assalti di Ranucci sulla lobby gay, dopo quelli delle opposizioni e dell'Usigrai in merito alla conduzione del programma come esterno, dopo quelli omofobi per aver cantato la canzone di Sal da Vinci durante la trasmissione di Diaco (“Che schifo, non c'è niente che mi fa più schifo dei fr... di destra che cantano”), ecco che ne subisce un altro. E non importa che la Rai abbia subito "smentito categoricamente la notizia secondo la quale la signora Giada Balloch, figlia del marito di Tommaso Cerno, abbia contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra Direzione Rai".
La nota della tv di Stato non conta, quello che conta è alimentare il dibattito politico contro una figura scomoda. Non per nulla il M5s si è subito attivato avvisando che "presenteremo un’interrogazione in Vigilanza Rai su quella che possiamo definire la “parentopoli Cerno”. E aggiungendo tra l'altro un'altra falsita: "Il programma di Cerno sarebbe scritto da lui stesso insieme ad Alessandro Usai. Usai, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe il marito di Antonella Giuli, sorella del ministro Giuli, già collaboratrice di Lollobrigida e oggi assunta alla Camera con un incarico di vertice nella comunicazione di Fratelli d'Italia".
Peccato che sia una bufala anche questa smentita a stretto giro dalla diretta interessata Antonella Giuli che ha dichiarato: "In riferimento alle dichiarazioni rese oggi dai membri del M5S in Commissione di Vigilanza Rai, tengo a precisare di non avere in essere alcun incarico in Fratelli d’Italia. Da oltre due anni il mio ruolo è quello di addetta stampa della Camera dei Deputati con mansione di responsabile delle conferenze stampa che si svolgono a Montecitorio. Affermare il contrario, come hanno fatto i parlamentari del Movimento 5 Stelle, lede profondamente la mia professionalità mettendo in discussione quell’imparzialità e quella terzietà che sono giustamente tenuta a rispettare - nella sostanza e nella forma - proprio in ragione del ruolo che la Camera mi ha affidato dal 1 gennaio 2024. Pertanto, a mia tutela e in difesa dell’onorabilità della stessa Istituzione, adirò in tutte le sedi le vie legali. Sono sicura che gli esponenti del M5S in commissione di Vigilanza Rai, che hanno fatto dell’onestà (anche quella intellettuale) e della trasparenza il loro cavallo di battaglia, saranno disponibili a rinunciare alle prerogative stabilite dall’articolo 68 della Costituzione”.
Anche il Pd ha seguito a ruota il mood pentastellato. "Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza rivolta all'Amministratore Delegato della Rai per fare piena luce sull'assunzione di Giada Balloch. Ci troviamo di fronte a un intreccio di rapporti politici e personali che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse del servizio pubblico e sulle modalità di selezione del personale", così i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.
La replica del direttore del Giornale Tommaso Cerno non si è fatta attendere: "Le polemiche sono benvenute, le bugie vanno smentite. Mi attaccano per tapparmi la bocca".