L’Anm interviene sulle polemiche esplose dopo la condanna definitiva di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. Secondo quanto denunciato dalla Giunta esecutiva centrale dell’associazione, nei confronti dei magistrati che si sono occupati del procedimento sarebbero stati indirizzati insulti, minacce e messaggi d’odio. Il sindacato delle toghe ha quindi espresso la propria solidarietà ai giudici che hanno seguito il caso nei diversi gradi di giudizio.
"Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate", si legge nella nota.
L’ormai nota vicenda riguarda la rapina avvenuta nella gioielleria di Roggero a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, nell’aprile del 2021. Dopo l’assalto al negozio, l’uomo inseguì i rapinatori all’esterno, aprendo il fuoco e colpendone tre. Due morirono, mentre il terzo rimase ferito. La condanna è diventata definitiva dopo la pronuncia della Corte di cassazione e ha riacceso il dibattito politico e mediatico sui confini della legittima difesa.
Nel proprio intervento, l’Anm richiama anche l’attenzione sulle dichiarazioni pronunciate da esponenti delle istituzioni, invitando a utilizzare un linguaggio più prudente durante il confronto pubblico. "Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali, servirebbe maggiore responsabilità e cura nell'utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente. La critica è legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione”, si legge ancora: “Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto".