C'è un segnale che tradisce la sinistra in crisi: quando comincia a parlare americano. Non tornano gli argomenti? Scatta il meccanismo: Bologna diventa Minneapolis, il vicolo emiliano il Bronx, e ogni divisa che prova a ristabilire l'ordine viene dipinta come boia. Gridare «assassino» a un poliziotto e tirare in ballo l'Ice è ridicolo, perché i veri violenti sono proprio i compagni che ieri sera al corteo hanno assaltato le forze dell'ordine. È il rovesciamento della realtà. Se volessimo davvero fare i paragoni con l'America, dovremmo farli fino in fondo. In quel Paese che citano a sproposito, Mario Roggero sarebbe un uomo libero, perché la difesa della propria vita e della proprietà è sacra, non un'aggravante da tribunale dell'Inquisizione. Ma i fatti di Bologna dicono altro. Gli agenti sono intervenuti dopo la chiamata di cittadini esasperati: un uomo per la cronaca, un immigrato marocchino che pare stesse sfasciando auto e delirando minacciava la sicurezza pubblica. Una richiesta d'aiuto finita in tragedia; sulle cause si indagherà, e giustamente. Eppure in Italia il copione è noto: la vita del poliziotto viene scandagliata fino all'osso, mentre il delinquente diventa vittima. La sinistra ha già proclamato un «martire» con una fedina penale da brividi: è la liturgia dell'ideologia che sceglie eroi a comando. Io e Il Giornale stiamo con l'uomo di strada: la giustizia non può divorziare dal buon senso. Se la sinistra parla dell'America solo per insultare gli agenti, faccia pure. Ma la gente reale teme soprattutto che lo Stato smetta di essere Stato per non dispiacere qualche intellettuale. La verità, prima o poi, riemerge.
Lezioni americane
Scritto il 21/07/2026