Uccisa a coltellate dall'ex ai domiciliari (senza braccialetto)

Scritto il 12/03/2026
da Valentina Raffa

Il dispositivo elettronico non era disponibile. Il corpo scoperto dalla figlia

Il violento non cambia, va ripudiato. Daniela Zinnanti, 50 anni, di Messina, lo aveva imparato a sue spese. Dopo aver perdonato il compagno, Santino Bonfiglio, 67 anni, che l'aveva picchiata, arrivando pure a ritirare la denuncia per violenza, Daniela, aggredita di nuovo, l'aveva denunciato e aveva chiuso in maniera definitiva la relazione. Ma lui non si dava pace e all'ennesimo tentativo di ricucire, vedendosi rifiutato in modo deciso e irrevocabile da Daniela, martedì l'ha massacrata con decine di coltellate.

Daniela, denunciandolo e tagliando ogni rapporto con lui, aveva fatto tutto ciò che dal punto di vista legale era in suo potere, ma qualcosa si è inceppata nella macchina della giustizia che doveva proteggerla. Bonfiglio, infatti, proprio a seguito della denuncia di Daniela per i precedenti episodi di violenza nei suoi confronti, era stato posto ai domiciliari dal gip di Messina, che, su richiesta della procura, aveva disposto l'applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza. Non c'erano, però, braccialetti disponibili, così Bonfiglio non è arrivato mai a indossarlo. Si è, pertanto, potuto allontanare da casa per andare da Daniela pensando di convincerla a tornare insieme. I vicini hanno sentito intorno alle 16.30 un'accesa discussione, poi le urla di lei e, infine, il silenzio. Bonfiglio esce dall'abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo di Messina, si disfa del coltello, gettandolo vicino a un cassonetto dei rifiuti e pensa di averla fatta franca. A incastrarlo le testimonianze e sono anche stati acquisiti i video delle telecamere della zona. Messo alle strette dagli inquirenti, ha confessato in presenza del legale ed è stato tradotto in carcere.

"Femminicidio annunciato", denuncia il fratello di lei, Roberto, che non si dà pace. Perché Daniela in passato aveva perdonato quest'uomo dai lavori saltuari e violento, dicendo ai familiari di poterlo cambiare, poi però, dopo una violenta aggressione che l'aveva spedita in ospedale con sette costole rotte, aveva accettato il consiglio di chiudere e denunciarlo. "Credo che a breve ci sarebbe stato il processo per la violenza subita da mia sorella, così forse lui pensava di convincerla a perdonarlo e a ritirare la denuncia", dice il fratello, ma Daniela ha detto no e lui l'ha messa a tacere infliggendole decine di coltellate. A ritrovarla martedì sera, in una pozza di sangue, è stata la figlia di lei. La donna, incinta di 7 mesi, è riuscita ad allertare i soccorsi e poi ha accusato un malore, così è stata ricoverata e sottoposta ad accertamenti. Stando alle prime analisi sommarie della polizia scientifica, Daniela potrebbe essere stata uccisa molte ore prima del ritrovamento del corpo. Sulla mancata applicazione del braccialetto elettronico Carolina Varchi, capogruppo di FdI, Commissione Giustizia, presenterà un'interrogazione.